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Managed services e IT outsourcing: mercati e tendenze 2026

La spesa mondiale in servizi IT supera 1.870 miliardi di dollari nel 2026 secondo Gartner. In Italia l’IT outsourcing cresce del 7% annuo, verso 13,9 miliardi nel 2029.

  • Managed services: gestione esternalizzata di server, reti, postazioni e applicazioni con livelli garantiti.
  • Spesa IT mondiale 2026: 6.310 miliardi di dollari, servizi IT primo comparto (Gartner).
  • IT outsourcing in Italia: circa 9,9 miliardi di dollari nel 2024, +7% annuo (Statista).
  • Livelli di servizio, penali e matrice di responsabilità governano il contratto di esternalizzazione.
  • Al fornitore servono certificazioni di qualità, sicurezza e conformità alle norme europee recenti.

Managed services e IT outsourcing sono ormai leve strategiche per le grandi organizzazioni. La carenza di competenze specialistiche, la pressione sui budget e le nuove norme europee spingono verso l’esternalizzazione di attività sempre più critiche. Inoltre, l’adozione dell’intelligenza artificiale e del cloud amplia il perimetro dei servizi affidati a fornitori esterni. Di conseguenza, la scelta del partner richiede criteri oggettivi: livelli di servizio misurabili, matrici di responsabilità chiare e certificazioni verificabili.

Managed services e IT outsourcing: cosa significano

Con managed services si intende l’affidamento a un fornitore esterno di installazione, manutenzione e aggiornamento di sistemi, reti e applicazioni, regolato da livelli di servizio misurabili.

Managed services (servizi gestiti): sottoinsieme dei servizi informatici con cui un’organizzazione esternalizza la gestione operativa di infrastrutture e applicazioni, sulla base di un contratto con livelli di servizio e responsabilità definiti.

Il perimetro dell’esternalizzazione si è ampliato negli ultimi anni. Infatti, oltre alla tradizionale gestione dei server, oggi le organizzazioni delegano ambienti cloud ibridi, postazioni di lavoro distribuite e piattaforme applicative complete. La logica è la stessa: trasferire a specialisti esterni attività operative ripetitive ma critiche, con tempi di intervento garantiti. In questo modo il reparto IT interno può concentrarsi sui progetti a maggiore valore, come la trasformazione digitale e l’adozione dell’intelligenza artificiale. Gli ambiti tecnologici tipicamente affidati a un fornitore di servizi gestiti sono i seguenti.

  • Server e macchine virtuali: sistemi fisici nel data center e istanze virtuali in cloud.
  • Postazioni di lavoro e dispositivi mobili: endpoint aziendali, con installazione, aggiornamento e supporto.
  • Reti locali e geografiche: apparati di rete, connettività tra sedi e accessi remoti.
  • Sistemi complessi: architetture composte da applicativi software e database interconnessi.
  • Applicazioni in cloud: sistemi erogati nella forma di SaaS (Software as a Service).

Quali attività IT si possono esternalizzare?

Le organizzazioni possono esternalizzare l’intero ciclo di vita operativo dell’infrastruttura informatica: monitoraggio, gestione degli incidenti, installazione delle patch e supporto agli utenti. Le ragioni della scelta variano da esigenze di ottimizzazione dei costi alla necessità di reperire competenze certificate difficili da formare internamente. Sempre più spesso, inoltre, le imprese delegano componenti rilevanti della sicurezza informatica.

Quanto vale il mercato dei servizi gestiti nel 2026?

Secondo Gartner, la spesa IT mondiale raggiunge 6.310 miliardi di dollari nel 2026, in crescita del 13,5%. I servizi IT superano 1.870 miliardi di dollari e sono il primo comparto.

Il mercato mondiale dei servizi informatici attraversa una fase di forte espansione. La domanda di capacità di calcolo per l'intelligenza artificiale, la migrazione verso il cloud e la pressione normativa sulla sicurezza alimentano investimenti record. In particolare, le organizzazioni chiedono ai fornitori esterni di gestire infrastrutture sempre più complesse e distribuite. L'esternalizzazione diventa così una condizione operativa per sostenere il ritmo dell'innovazione, non solo una scelta di risparmio.

Secondo Gartner (aprile 2026), la spesa IT mondiale crescerà del 13,5% nel 2026 e toccherà 6.310 miliardi di dollari. I servizi IT, che includono implementazione e managed services, supereranno 1.870 miliardi di dollari: è il primo comparto per valore assoluto (previsioni Gartner 2026).

Quali sono i driver di crescita della spesa IT?

Intelligenza artificiale, cloud e sicurezza informatica sono i tre driver principali della spesa IT enterprise nel 2026. I fornitori di servizi gestiti intercettano questa domanda con competenze specialistiche e modelli di erogazione flessibili.

  • Intelligenza artificiale generativa: in Europa la spesa per i modelli crescerà del 78,2% nel 2026, secondo Gartner.
  • Cloud pubblico: crescita prevista del 24% in Europa, con crescente attenzione alla sovranità digitale dei dati.
  • Data center: gli investimenti in infrastrutture ottimizzate per l'intelligenza artificiale accelerano in tutte le aree geografiche.
  • Sicurezza informatica: gli obblighi normativi europei aumentano la domanda di servizi gestiti di protezione e monitoraggio.

Il mercato italiano ed europeo dell'IT outsourcing

L'IT outsourcing in Italia vale circa 9,9 miliardi di dollari nel 2024 e cresce del 7% medio annuo. In Europa i servizi IT sfioreranno 540 miliardi di dollari nel 2026.

Il quadro europeo conferma la solidità della domanda di esternalizzazione. Le organizzazioni del continente affrontano trasformazione digitale, obblighi di conformità e carenza di personale qualificato con budget in aumento. Tuttavia, la crescita non è uniforme: i mercati più maturi esprimono valori assoluti molto superiori. L'Italia mostra comunque una dinamica positiva e costante, sostenuta sia dalle grandi imprese sia dalla Pubblica Amministrazione.

Secondo Gartner (novembre 2025), la spesa europea in servizi IT crescerà del 10,1% nel 2026. Il valore passerà da 490,4 a 539,9 miliardi di dollari (previsione Gartner per l'Europa).

Per l'Italia, Statista Market Insights stima ricavi dell'IT outsourcing pari a circa 9,9 miliardi di dollari nel 2024. La crescita attesa è del 7% medio annuo, fino a circa 13,9 miliardi di dollari nel 2029 (Statista, IT Outsourcing Italy). Inoltre, cresce la spesa media per dipendente: un segnale di domanda più matura, che non dipende solo dall'aumento del numero di aziende clienti.

Dove si colloca l'Italia rispetto a Germania e Francia?

Il mercato italiano dell'esternalizzazione informatica ha un profilo simile a quello spagnolo, mentre Germania e Francia esprimono valori nettamente superiori. La differenza dipende dalla maggiore presenza di organizzazioni di grandi dimensioni, più propense a esternalizzare quote rilevanti della spesa IT. Il lato dell'offerta resta invece frammentato: accanto ai grandi system integrator internazionali opera una vasta platea di fornitori specializzati di dimensione minore. Per le imprese clienti, questa struttura del mercato rende ancora più importante valutare certificazioni, solidità e livelli di servizio.

Perché le organizzazioni scelgono l'esternalizzazione IT?

Le ragioni principali sono l'ottimizzazione dei costi, l'accesso a competenze specializzate e certificate e la possibilità di concentrare le risorse interne sulle attività a maggiore valore strategico.

La decisione di esternalizzare nasce quasi sempre da una combinazione di fattori economici e organizzativi. Innanzitutto, il modello a canone trasforma investimenti e costi variabili in una spesa prevedibile e confrontabile. Inoltre, il mercato del lavoro IT rende difficile assumere e trattenere specialisti su tutte le tecnologie in uso. Un fornitore qualificato distribuisce invece le proprie competenze su molti clienti e mantiene aggiornate le certificazioni richieste dal mercato.

  • Ottimizzazione dei costi: riduzione del TCO (Total Cost of Ownership) e trasformazione di costi fissi in canoni prevedibili.
  • Competenze specializzate: accesso a profili tecnici difficili da reperire e da trattenere internamente.
  • Certificazioni: requisiti di qualità e sicurezza difficilmente ottenibili con le sole risorse interne.
  • Sicurezza informatica: delega di componenti della protezione aziendale a specialisti dedicati.
  • Scalabilità: adeguamento rapido dei servizi a nuove sedi, acquisizioni o picchi di progetto.

Come governare il contratto: SLA e matrice RACI

Lo SLA (Service Level Agreement) definisce tempi di presa in carico, soluzione e penali. La matrice RACI assegna i ruoli di esecuzione e responsabilità per ogni attività esternalizzata.

La qualità di un servizio di esternalizzazione informatica si misura su parametri contrattuali espliciti. Di conseguenza, tempi di risposta, responsabilità e penali devono essere definiti prima della firma, non durante le emergenze. I tempi dichiarati diventano così un benchmark oggettivo per valutare il fornitore nel tempo. Vediamo i due strumenti fondamentali di governo del contratto.

Cosa deve contenere uno SLA di IT outsourcing?

Uno SLA di IT outsourcing deve indicare almeno il tempo di presa in carico per ogni finestra di attività: orario lavorativo, notturno e festivo. La formulazione dipende molto dal tipo di operazione da svolgere. Spesso, ma non sempre, l'accordo dichiara anche i tempi di soluzione o di svolgimento dell'attività. Per i problemi senza soluzione immediata si specifica il contenimento, cioè la riduzione dell'impatto operativo.

  • Presa in carico: tempo massimo di risposta del fornitore per ciascuna finestra di servizio.
  • Soluzione o contenimento: tempi dichiarati per risolvere il problema o, dove impossibile, per limitarne gli effetti.
  • Finestre di erogazione: copertura in orario lavorativo, estesa oppure continuativa 24 ore su 24.
  • Penali: risarcimento economico diretto o credito sui pagamenti futuri se i parametri concordati non vengono raggiunti.

A cosa serve la matrice RACI?

La matrice RACI assegna in modo univoco i ruoli di esecuzione, responsabilità, consultazione e informazione per ogni attività di un processo esternalizzato. La denominazione deriva dalle iniziali dei quattro ruoli previsti in lingua inglese. Associare una matrice a ogni attività evita sovrapposizioni e vuoti di responsabilità tra impresa e fornitore.

La matrice RACI

RuoloDenominazioneFunzione nel processo
RResponsibleSvolge operativamente il lavoro
AAccountableDelega, supervisiona e approva il lavoro svolto
CConsultedCollabora con il Responsible e fornisce pareri tecnici
IInformedViene informato all’avvio o al completamento dell’attività

Uno SLA con penali chiare e una matrice RACI per ogni attività rendono misurabile il servizio e riducono i tempi di risoluzione degli incidenti.

Quali certificazioni chiedere a un fornitore di managed services?

Le certificazioni di base sono ISO 9001 per la qualità dei sistemi di gestione e ISO 27001 per la sicurezza delle informazioni, oltre alla piena conformità alla normativa europea sulla protezione dei dati.

Le certificazioni attestano in modo verificabile la qualità dei processi del fornitore. Oltre alle più diffuse, esistono schemi specifici per ogni settore, in particolare per i servizi finanziari e le infrastrutture critiche. Negli ultimi anni, inoltre, il legislatore europeo ha alzato i requisiti di sicurezza per l'intera catena di fornitura ICT. Due norme meritano particolare attenzione nella scelta di un partner di esternalizzazione.

NIS2 (Network and Information Security 2): direttiva europea sulla sicurezza informatica che impone obblighi di gestione del rischio e di notifica degli incidenti, estesi anche ai fornitori della catena ICT.

DORA (Digital Operational Resilience Act): regolamento europeo sulla resilienza operativa digitale del settore finanziario, che disciplina in dettaglio i contratti con i fornitori ICT di terze parti.

Infine, l'accordo deve contenere le opportune dichiarazioni e assegnazioni di responsabilità sulla privacy. In questo modo l'esternalizzazione resta compatibile con il GDPR (General Data Protection Regulation) e con le indicazioni delle autorità di controllo.

Il punto di vista di Retelit sui managed services

Retelit integra nella propria offerta di rete, voce, cloud e data center un portafoglio granulare di servizi gestiti, con SLA, penali e reporting continuo delle attività.

Retelit opera come fornitore di servizi ICT di infrastruttura per il mercato degli operatori e di soluzioni ICT per imprese e Pubblica Amministrazione. I servizi gestiti, sviluppati internamente o con partner specializzati e qualificati, hanno come caratteristica principale la granularità. Di conseguenza, ogni organizzazione può comporre la soluzione più adatta alle proprie esigenze, senza pagare componenti superflue. I gruppi di servizio oggi a portafoglio sono sei.

  • Spoc (Single Point of Contact): risposta di primo livello con contatto telefonico, email e portale dedicato.
  • Monitor: monitoraggio proattivo e reattivo di postazioni di lavoro, dispositivi mobili e infrastrutture.
  • Service: gestione degli incidenti informatici e delle richieste di modifica per server, reti, postazioni e cloud.
  • Patch: installazione delle patch di sistema o applicative e distribuzione del software sulle postazioni.
  • Terze Parti: interfaccia unica verso i fornitori IT esterni per la gestione di interventi hardware e software.
  • MWM: gestione degli ambienti Microsoft 365 e Active Directory.

Per l'erogazione Retelit dispone delle opportune certificazioni e qualifiche. L'elenco copre sicurezza e conformità (ISO 27001, GDPR) e gestione dei servizi IT (ITIL, COBIT). Comprende inoltre gli ambiti cybersecurity (CompTIA Security+, CISSP, CEH) e cloud (Microsoft Azure Expert MSP, AWS Managed Service Provider, Cisco CCNP e CCIE). I contratti sono sempre corredati da SLA e penali. Inoltre includono un servizio di monitoraggio e reporting che documenta i risultati raggiunti e gli ambiti di miglioramento nel tempo.

Per valutare un percorso di esternalizzazione su misura, la pagina dedicata ai servizi gestiti IT e TLC per le aziende presenta il portafoglio completo e i contatti commerciali.

Domande frequenti sull'esternalizzazione IT

Qual è la differenza tra managed services e IT outsourcing?

L'IT outsourcing indica l'esternalizzazione di intere funzioni informatiche, spesso con trasferimento di asset e personale. I managed services sono invece servizi gestiti modulari e granulari, regolati da SLA specifici per ogni attività. Nella pratica i due termini si sovrappongono e indicano la gestione dei sistemi affidata a fornitori esterni qualificati.

Quanto vale il mercato dell'IT outsourcing in Italia?

L'IT outsourcing indica l'esternalizzazione di intere funzioni informatiche, spesso con trasferimento di asset e personale. I managed services sono invece servizi gestiti modulari e granulari, regolati da SLA specifici per ogni attività. Nella pratica i due termini si sovrappongono e indicano la gestione dei sistemi affidata a fornitori esterni qualificati.

Cosa deve prevedere uno SLA con penali?

Uno SLA con penali deve definire tempi di presa in carico e di soluzione per ogni finestra di servizio. Deve inoltre quantificare il risarcimento economico o il credito riconosciuto al cliente quando i parametri non vengono rispettati.

Quali certificazioni deve avere un fornitore di managed services?

Le certificazioni di base sono ISO 9001 per la qualità e ISO 27001 per la sicurezza delle informazioni. Nei settori regolati servono inoltre la conformità a NIS2 e DORA e le qualifiche dei principali vendor tecnologici. Il contratto deve includere le responsabilità in materia di GDPR.

Come cambiano NIS2 e DORA i contratti di outsourcing IT?

NIS2 e DORA estendono la responsabilità sulla sicurezza all'intera catena di fornitura ICT. Di conseguenza, i contratti devono includere obblighi di notifica degli incidenti, requisiti di resilienza operativa e diritti di verifica verso il fornitore.

Paolo Annoni, Digital Marketing, Retelit

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