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Cavi sottomarini: la spina dorsale invisibile di internet

 

I cavi sottomarini trasportano oltre il 95% del traffico dati intercontinentale su piu di 1,5 milioni di chilometri di fibra ottica posati sui fondali oceanici.

A inizio 2026 la rete attiva di cavi sottomarini supera 1,5 milioni di chilometri, e gli investimenti stimati da TeleGeography si attestano intorno ai 5 miliardi di dollari l’anno fino al 2035. A trainare la crescita sono soprattutto gli hyperscaler, che finanziano sistemi proprietari come Project Waterworth, 2Africa e Umoja, mentre sul fronte della sicurezza, dopo i danneggiamenti nel Mar Baltico, UE e NATO stanno rafforzando le misure di protezione delle infrastrutture. In questo scenario Retelit è membro del consorzio AAE-1 e landing party in Italia.

Quando si parla di internet, l’immaginario corre a tecnologie percepite come immateriali: Wi-Fi, 5G, costellazioni satellitari. La realtà fisica della rete globale è diversa: quasi tutto il traffico intercontinentale viaggia dentro fibre ottiche adagiate sul fondo degli oceani. La scelta delle rotte sottomarine determina latenza, resilienza e continuità operativa dell’intera azienda.

Cosa sono i cavi sottomarini e perché sostengono internet

I cavi sottomarini sono dorsali in fibra ottica posate sul fondale marino che collegano continenti e data center: a inizio 2026 sono attivi oltre 600 sistemi, per più di 1,5 milioni di chilometri complessivi.

Cavo sottomarino (submarine cable): infrastruttura di telecomunicazione in fibra ottica posata sul fondale marino per trasportare traffico dati tra punti di approdo costieri, con capacità di progetto che nei sistemi più recenti supera i 200 Tbps.

La rete sottomarina globale è la spina dorsale fisica della comunicazione mondiale. Ogni transazione finanziaria internazionale, ogni sessione di videoconferenza intercontinentale e ogni replica di dati tra cloud region attraversa almeno un sistema sottomarino. I satelliti, spesso citati come alternativa, coprono una frazione minima del traffico. Il costo per bit trasmesso e superiore di ordini di grandezza. La capacità aggregata delle costellazioni non si avvicina a quella di un singolo sistema in fibra di nuova. Per le aziende enterprise la conseguenza operativa è diretta. La qualità della connettività internazionale, misurata in latenza e disponibilità, dipende dalla topologia delle rotte scelte dal proprio operatore e dalla loro ridondanza geografica.

Dalla telegrafia alla fibra ottica: 170 anni di storia

Il primo collegamento telegrafico transatlantico entrò in funzione nel 1858 e durò poche settimane; il primo cavo telefonico arrivò nel 1956 e la prima dorsale transoceanica in fibra ottica nel 1988.

La storia dei collegamenti sottomarini inizia tra il 1857 e il 1858, con la posa di un cavo telegrafico sul fondo dell’Atlantico tra Irlanda e Terranova. Un singolo messaggio impiegava circa 17 ore ad attraversare l’oceano e il collegamento cessò di funzionare dopo poche settimane, dimostrando quanto fosse complesso realizzare infrastrutture sottomarine affidabili. Il primo cavo telefonico transatlantico, TAT-1, entrò in servizio nel 1956; il primo sistema in fibra ottica, TAT-8, nel 1988. Da allora la capacità e cresciuta di diversi ordini di grandezza. Il sistema Marea tra Spagna e Stati Uniti e stato progettato per 160 Tbps. Il cavo Blue, con approdo in Liguria, collega Francia, Italia e Giordania lungo il Mediterraneo con fibre di ultima generazione.

Quando è stato posato il primo cavo transoceanico?

Il primo cavo transoceanico fu posato nell’Atlantico settentrionale nel 1858, dopo un tentativo fallito l’anno precedente, e collegava Irlanda e Terranova per il traffico telegrafico. La distanza tra quell’esperimento pionieristico e i sistemi attuali misura il progresso del settore. Oggi un singolo sistema può superare i 20.000 chilometri di lunghezza, trasportare centinaia di terabit al secondo e garantire una vita operativa di 25 anni. La costante storica è rimasta invece la stessa: ogni salto di capacità della rete globale è passato dalla posa di nuove dorsali sul fondo del mare.

Come funziona un sistema di cavi sottomarini

Un sistema sottomarino si compone di tre elementi: il cavo in fibra ottica, i ripetitori ottici installati ogni 40-80 chilometri e le landing station che collegano la tratta marina alle dorsali terrestri.

Nel gergo degli operatori di telecomunicazioni la componente marina di queste infrastrutture è definita “wet”. La progettazione punta a un equilibrio tra performance trasmissive, resistenza meccanica e manutenibilità su una vita utile di decenni. Tre elementi compongono ogni sistema:

  • Cavo sottomarino: contiene coppie di fibre ottiche protette da strati di polimeri, guaine in rame e armature metalliche, dimensionate in base alla profondità e ai rischi della tratta. I dati viaggiano alla velocità della luce nella fibra, con segnale stabile anche a 8.000 metri di profondità.
  • Ripetitori: amplificatori ottici posizionati a intervalli regolari, di norma ogni 40-80 chilometri, che compensano l’attenuazione del segnale sulle lunghe distanze e sono alimentati elettricamente dal cavo stesso.
  • Landing station: i punti di approdo sulla terraferma, dove la tratta marina si interconnette con le dorsali terrestri e con i data center, estendendo la connettività fino alle reti metropolitane.

Come avviene la posa di un cavo sottomarino?

La posa di un cavo sottomarino avviene tramite navi posacavi dotate di sistemi di posizionamento di alta precisione. Le navi stendono la fibra lungo rotte studiate su rilievi batimetrici dettagliati, mentre tecnici specializzati eseguono le giunzioni in corrispondenza dei ripetitori. Nelle acque basse e nelle zone costiere il cavo viene interrato nel fondale con aratri sottomarini, per proteggerlo da ancore e attrezzi da pesca. L’ottimizzazione del percorso è determinante su due fronti. Da un lato riduce i tempi di realizzazione, che per un sistema transoceanico richiedono comunque anni tra survey, permessi e posa. Dall’altro minimizza la lunghezza della tratta, con un beneficio diretto sulla latenza end-to-end offerta ai clienti carrier ed enterprise.

Quali rischi minacciano i cavi sottomarini

Le principali cause di guasto dei sistemi sottomarini sono le attività umane, come ancore, reti da pesca e traffico marittimo, seguite da eventi naturali quali terremoti, vulcani e fonti idrotermali, e dall’ambiente marino.

La protezione fisica delle dorsali marine è diventata una priorità per operatori e governi. Ogni anno si verificano nel mondo più di cento guasti a sistemi in esercizio, la grande maggioranza dei quali in acque poco profonde. Le vulnerabilità si raggruppano in tre categorie:

  • Ambiente marino: l’acqua salata può corrodere nel tempo i materiali che costituiscono il cavo, in particolare nelle sezioni con protezione meccanica danneggiata.
  • Eventi naturali: terremoti, eruzioni e frane sottomarine possono spostare o tranciare le tratte posate sui fondali, come accaduto più volte nel Mediterraneo e nel Pacifico.
  • Cause antropiche: ancore di navi, reti da pesca, traffico marittimo, specialmente nelle aree costiere. Inoltre, i cavi sono stati anche oggetto di tentativi di sabotaggio, come accaduto in Egitto nel 2013: ciò evidenzia la loro importanza strategica per la comunicazione globale.

Perché i cavi sottomarini sono diventati un tema geopolitico?

I cavi sottomarini sono oggi classificati come infrastrutture critiche perché un danneggiamento coordinato può isolare intere aree economiche. Tra la fine del 2024 e il 2025 il Mar Baltico ha registrato una serie di incidenti sospetti. Nel dicembre 2024 sono stati danneggiati l’elettrodotto Estlink 2 e quattro collegamenti dati. Diverse navi civili sono state indagate per trascinamento intenzionale delle ancore. La NATO ha risposto nel gennaio 2025 con l’operazione Baltic Sentry, dedicata alla sorveglianza delle infrastrutture sottomarine. L’Unione Europea ha adottato un piano d’azione specifico per la sicurezza dei cavi. Per le organizzazioni enterprise il tema si traduce in un requisito di procurement. Al proprio operatore vanno richiesti rotte diversificate, benchmark di latenza per tratta e piani di failover documentati.

Nel febbraio 2026 la Commissione Europea ha stanziato 347 milioni di euro per la protezione delle infrastrutture sottomarine, insieme a un Cable Security Toolbox: e il maggiore investimento UE mai destinato alla sicurezza dei sistemi sottomarini, a conferma del loro status di infrastruttura critica.

Investimenti e futuro: chi finanzia le nuove rotte

Le nuove rotte sottomarine sono finanziate da consorzi di operatori di telecomunicazioni, fondi infrastrutturali e, in misura crescente, dagli hyperscaler, con investimenti stimati intorno ai 5 miliardi di dollari l’anno nel decennio 2026-2035.

Il costo di installazione resta elevato: tra 30.000 e 90.000 dollari per chilometro. Per un sistema transoceanico il budget complessivo raggiunge le centinaia di milioni. Storicamente questi investimenti sono stati sostenuti da consorzi di grandi carrier, spesso con il supporto dei governi. A questi si sono affiancati fondi che rivendono capacità a operatori e organizzazioni con esigenze di connettività privata a bassa latenza. Dalla metà degli anni 2010 il baricentro si e spostato. Meta, Google, Amazon e Microsoft finanziano direttamente sistemi di proprietà per collegare i propri data center. I progetti annunciati tra il 2024 e il 2026 confermano la scala di questa nuova fase.

SistemaRottaLunghezzaCaratteristiche
AAE-1Sud-Est asiatico – Europa via Egitto25.000 kmConsorzio di operatori, Retelit membro e landing party a Bari
2AfricaEuropa – Africa – Asia meridionale45.000 kmCompletato, connette 33 paesi, tra i sistemi piu lunghi al mondo
Project WaterworthCinque continenti (USA, India, Brasile, Sudafrica)50.000 kmAnnunciato da Meta, 24 coppie di fibre, orientato ai carichi AI
UmojaAfrica – AustraliaIn sviluppoInvestimento Google da circa 1 miliardo di dollari
IEX (India-Europe-Xpress)India – Europa via Mar Rosso~9.800 kmApprodo italiano a Savona, Retelit partner infrastrutturale

Secondo TeleGeography (Submarine Cable Research, 2026), tra il 2026 e il 2035 verranno posati oltre 1 milione di chilometri di nuovi cavi, con investimenti medi di circa 5 miliardi di dollari l’anno: una crescita trainata dalla domanda di capacita tra data center e dalle rotte trans-Atlantiche, trans-Pacifiche e intra-asiatiche.

Perché l’intelligenza artificiale accelera la costruzione di nuovi cavi?

L’AI genera flussi di dati senza precedenti tra data center distribuiti su più continenti: addestramento dei modelli, sincronizzazione dei dataset e distribuzione dell’inferenza richiedono capacità internazionale garantita e latenza prevedibile. Secondo Analysys Mason, la crescita del mercato dei sistemi sottomarini arrivera in gran parte dagli hyperscaler. Questi operatori, infatti, investono in nuove rotte per supportare i servizi AI e controllare i costi di trasporto. Per il mercato enterprise, di conseguenza, l’effetto è duplice. Da un lato, più rotte disponibili significano maggiore resilienza. Dall’altro, cresce la competizione per la capacità sulle tratte strategiche. Per questo motivo, conviene pianificare per tempo i fabbisogni di banda internazionale.

Nella pianificazione triennale della connettività internazionale, la diversificazione delle rotte sottomarine va valutata con lo stesso rigore riservato alla ridondanza dei data center.

Il ruolo di Retelit nei sistemi sottomarini internazionali

Retelit opera nel mercato dei sistemi sottomarini come membro del consorzio AAE-1, partner per la landing station IEX di Savona e fornitore di trasporto internazionale a bassa latenza tra Europa, Asia, Middle East e USA.

Come membro di AAE-1 (Asia-Africa-Europe-1), Retelit partecipa al consorzio che ha costruito e gestisce uno dei principali sistemi tra il Sud-Est asiatico e l’Europa via Egitto, lungo 25.000 chilometri. AAE-1 connette Hong Kong, Vietnam, Cambogia, Thailandia, Malesia e Singapore, poi Myanmar, India, Pakistan, Oman, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Yemen, Gibuti, Arabia Saudita, Egitto, Grecia, Italia e Francia. Il sistema utilizza tecnologia di trasmissione a 100 Gbps, con una capacità minima di progetto di 40 Tbps. Una caratteristica distintiva del sistema e il prolungamento terrestre attraverso la Thailandia verso Vietnam, Cambogia e Hong Kong, che garantisce una delle latenze più basse tra Hong Kong, India, Medio Oriente ed Europa. Sul territorio nazionale Retelit gestisce l’approdo di Bari e ha realizzato la landing station di Savona per il sistema IEX, integrando gli approdi con le proprie dorsali internazionali e con i servizi di trasporto nazionale e internazionale.

Questa posizione consente di offrire a carrier, hyperscaler e grandi organizzazioni rotte diversificate tra Mediterraneo, Europa continentale e Asia, con un unico interlocutore tecnico dalla landing station al data center. Le soluzioni dedicate a hyperscaler e cloud provider completano il perimetro, con backbone in fibra e data center carrier-neutral interconnessi agli approdi.

Domande frequenti sui cavi sottomarini per le organizzazioni enterprise

Quanti cavi sottomarini esistono nel mondo?

A inizio 2026 TeleGeography censisce oltre 600 sistemi sottomarini attivi o pianificati, per più di 1,5 milioni di chilometri complessivi in esercizio. Il numero cresce ogni anno: le previsioni indicano oltre 1 milione di chilometri aggiuntivi entro il 2035, mentre circa 450.000 chilometri di sistemi più datati potrebbero essere ritirati nello stesso periodo.

Cosa succede quando un cavo sottomarino si rompe?

Il traffico viene reinstradato automaticamente sulle rotte alternative previste dagli schemi di protezione dell’operatore, con un impatto che dipende dalla ridondanza disponibile. La riparazione fisica richiede una nave specializzata che recupera il cavo, sostituisce la sezione danneggiata ed esegue nuove giunzioni: un intervento che puo durare da giorni a settimane. Per questo gli SLA (Service Level Agreement) enterprise si basano su percorsi diversificati, non sulla singola tratta.

Chi possiede i cavi sottomarini?

La proprietà si divide tra consorzi di operatori di telecomunicazioni, che condividono investimento e capacita del sistema, fondi infrastrutturali e, sempre piu spesso, hyperscaler come Meta e Google che finanziano sistemi proprietari. Gli operatori membri dei consorzi, come Retelit in AAE-1, dispongono di capacità propria sul sistema e la offrono come servizi di trasporto internazionale a carrier e organizzazioni enterprise.

Quanto costa posare un cavo sottomarino?

Il costo di installazione varia tra 30.000 e 90.000 dollari per chilometro, in funzione di profondità, protezione richiesta e complessità della rotta. Un sistema transoceanico completo richiede investimenti da centinaia di milioni fino a diversi miliardi di dollari: Project Waterworth di Meta, con i suoi 50.000 chilometri, e stimato intorno ai 10 miliardi di dollari.

In collaborazione con Luca Cavobianchi, Product Marketing Retelit

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