L’infrastruttura richiesta dall’intelligenza artificiale non si esaurisce in algoritmi e GPU. Per entrare davvero nei processi delle imprese, l’AI ha bisogno di reti in fibra affidabili, piattaforme cloud capillari e misure di sicurezza adeguate, oltre che di una rete distribuita di infrastrutture in grado di supportare l’inferenza vicino al territorio. Con un’attenzione crescente alla sostenibilità, dai circuiti idrici chiusi al recupero del calore. È da qui che parte la strategia 2027 di Retelit.
Sicurezza, capacità e resilienza: i pilastri della strategia 2027
Il primo pilastro è la sicurezza della rete in fibra, che Retelit sta portando a livello quantum safe insieme a partner tecnologici come Cisco e Nokia. Il secondo è la capacità, perché sui backbone transitano oggi volumi di dati impensabili fino a pochi anni fa. Il terzo è la resilienza: infrastrutture in grado non solo di resistere a eventi avversi, ma anche di reagire in tempo reale quando qualcosa non funziona.
Un ecosistema tra mare, terra e cielo
L’obiettivo è superare la logica del tradizionale operatore di telecomunicazioni e orchestrare le infrastrutture di mare, terra e cielo come un unico ecosistema, senza soluzione di continuità. Un percorso che può contare sul sostegno di Asterion Industrial Partners, azionista di Retelit dal 2021.
Roberta Neri, presidente di Retelit e operating partner di Asterion, ha ribadito l’approccio industriale del fondo, che orienta i propri interventi sui bisogni dei territori in cui opera. In questo quadro Retelit resta uno dei primi e più importanti investimenti di Asterion in Italia, esempio di crescita organica e di consolidamento.
È la roadmap che il CEO Jorge Álvarez ha presentato a clienti e partner in occasione del Retelit Hub di Milano, raccontata da CorCom nel suo reportage.