Data center, GPU e potenza elettrica occupano gran parte del dibattito sull’intelligenza artificiale, ma per le imprese la capacità di calcolo è solo una parte dell’equazione. Quando l’AI entra nei processi produttivi contano anche la posizione dei dati, le prestazioni della rete e la continuità dei collegamenti: un’infrastruttura per l’AI efficace è una filiera completa, che tiene insieme calcolo, dati, rete, cloud, sicurezza e gestione.
La rete, cuore dell’infrastruttura per l’AI
Più della banda nominale conta la capacità di garantire prestazioni stabili e prevedibili. Il training richiede di trasferire grandi volumi di dati, mentre l’inferenza e le applicazioni industriali hanno bisogno di tempi di risposta costanti e di latenza contenuta. L’errore più comune è aumentare la banda di reti nate per l’accesso a Internet, senza ripensarne topologia, percorsi e classi di servizio.
Continuità su più livelli
Anche la business continuity va valutata a livello di servizio e non di singolo componente: due accessi distinti non garantiscono una vera ridondanza se condividono lo stesso scavo o lo stesso apparato. La resilienza nasce quindi dalla combinazione di tecnologie diverse, dalla fibra su percorsi fisici separati a FWA, mobile e satellite, con l’SD-WAN a gestire il passaggio automatico da una linea all’altra.
L’AI si avvicina al dato
La Local AI è una tendenza concreta, ma non segna il ritorno all’on-premise come modello dominante: l’addestramento resta centralizzato, mentre una quota crescente dell’inferenza si sposta dove il dato nasce. Secondo il CIO Playbook 2026 di Lenovo e IDC, l’82% delle organizzazioni europee colloca già l’AI in un contesto ibrido tra cloud, on-premise ed edge, e in Italia il 74% delle aziende è in fase avanzata di adozione.
Sono i temi al centro dell’intervista di CorCom a Mimmo Zappi, Chief Commercial Officer di Retelit. Nel suo racconto, l’infrastruttura proprietaria di Retelit collega sedi, nodi edge, cloud provider e hyperscaler evitando, quando serve, il transito su Internet pubblica, con capacità fino a 800 Gbps sulle principali dorsali.
Accanto alla fibra, Retelit integra come rivenditore autorizzato la connettività satellitare Starlink, gestita in un unico servizio. «È questo il ruolo di Retelit», conclude Zappi, «rendere l’AI distribuita accessibile e governabile per le imprese italiane».