Dove sono conservati i dati, chi può accedervi e quale ordinamento giuridico ne regola il trattamento: sono domande che imprese, pubbliche amministrazioni e settori regolamentati si pongono con sempre maggiore attenzione. Instabilità geopolitica, evoluzione delle norme europee e diffusione dell’intelligenza artificiale hanno trasformato la protezione dei dati aziendali da tema tecnico a leva strategica per la sicurezza, la continuità operativa e la competitività.
Protezione dei dati aziendali: localizzazione e compliance
La localizzazione del dato è diventata un fattore competitivo. Permette di rispondere a clienti particolarmente attenti alla tutela delle informazioni e di contare su infrastrutture vicine a impianti e utenti finali, con una latenza ridotta che nella manifattura fa la differenza per automazione, analisi in tempo reale e manutenzione predittiva.
A questo si aggiunge un quadro normativo sempre più articolato: oltre al GDPR, le imprese devono confrontarsi con NIS2, con DORA per il settore finanziario e con l’AI Act. Regole che chiedono di conoscere l’intera catena del dato, dalla rete al data center fino alle piattaforme che lo elaborano. Per questo un cloud sovrano deve essere conforme sin dalla progettazione, con sicurezza e compliance integrate nell’architettura e nei processi.
Un tema da board
Sovranità non significa rinunciare al cloud pubblico. Il modello destinato a prevalere è quello ibrido, in cui dati e applicazioni critiche trovano posto in ambienti sovrani mentre i servizi meno sensibili continuano a beneficiare della scalabilità degli hyperscaler. E la scelta non riguarda più solo l’IT: la sovranità digitale è entrata nell’agenda dei consigli di amministrazione, che definiscono le direttive sulla gestione del dato come parte della strategia di rischio.
Sono i temi dell’approfondimento pubblicato da Agenda Digitale con il contributo di Paolo Francesco Zani, Head of Innovation Hub di Retelit. Il primo passo indicato è la classificazione di dati e applicazioni, per capire quali siano davvero critici e dove collocarli. Il secondo è la scelta di un partner nazionale in grado di offrire un’infrastruttura sovrana completa, dalla rete al cloud. È l’approccio di Retelit, che grazie a partnership strategiche integra i propri servizi cloud con quelli degli hyperscaler in soluzioni ibride.